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Cos'e' il metanolo?
Il metanolo, detto anche alcol metilico, e' una sostanza organica volatile (VOC) classificata come pericolosa e tossica (simbolo = Teschio; lettera = T) con pericolo di effetti irreversibili molto gravi (R39). Inoltre, fra i VOC, e' anche piuttosto volatile: per fare un esempio, a temperatura ambiente e' ben 12 volte piu' volatile di un comune solvente per adesivi quale lo Xilene.
Non e' nemmeno da sottovalutare che, miscelato con l'aria in una stanza, esso tenda ad accumularsi verso il basso, proprio dove opera il posatore e dove vivono le persone.

Come mai si parla tanto di metanolo?
E' ben noto ai tecnici, ed ora ad un numero sempre crescente di persone, che tutti i prodotti silanici richiedono acqua (umidita') per indurire, rilasciando una sostanza organica volatile, il metanolo appunto.
Come mai si parla sempre piu' dei Sali di Stagno?
Recentemente la Comunita' Europea ha riconosciuto la pericolosita' dei sali di dibutilstagno (catalizzatori dei prodotti silanici) classificandoli come sostanze Tossiche.
Pertanto per concentrazioni maggiori dello 0,1% in peso e' necessaria l'etichettatura dei prodotti con il simbolo di rischio Xi.
Com'e' possibile conciliare l'eco-compatibilita' dei prodotti silanici (metossi-silanici) con la presenza di metanolo?
Non e' possibile, rilasciano il metanolo tossico (1-3% peso) e contengono sali di stagno tossici (anche concentrazioni maggiori dello 1% in peso).

I prodotti silanici richiederebbero etichettatura a causa del metanolo?
No, non sono necessarie etichettature; cio' perche' il metanolo contenuto, o comunque, sviluppato, e' inferiore al 3%, limite attuale al di sopra del quale e' obbligatorio mettere sulla confezione i simboli di rischio.
E qui, pero', e' necessario un breve inciso che da' un'idea piu' corretta della pericolosita' del metanolo: per una generica sostanza classificata come il metanolo (cioe' Tossica con Pericolo di effetti irreversibili molto gravi) la normativa vigente prevede che il limite massimo per l'etichettatura sia molto piu' basso, e cioe' l'1%, e non il 3%.
Ma il metanolo, ad oggi, e' contenuto in una lista di prodotti che fanno eccezione alla regola;  non e' chiaro il perche', ne' per quanto cio' durera'.
Ma la mancanza di etichettatura, cioe' quel limite di 3% di metanolo, rappresenta una sicurezza per il posatore di pavimenti?
La risposta e' NO.
Infatti le quantita' di adesivo, in una applicazione di parquet, sono elevate in rapporto ai volumi d'aria degli ambienti e, questi ultimi, sono scarsamente ventilati. Pertanto il 3% di una sostanza tossica e volatile rappresenta un limite enorme.

E' vero che i silanici hanno bassi VOC?
I VOC emessi nel breve periodo (il metanolo), cioe' durante l'indurimento, sono relativamente pochi se confrontati ad altre categorie di prodotti (esempio vernici o adesivi a solvente).
Ma il fatto che il VOC sia basso e' una garanzia per il posatore?
La risposta e' no.
Il VOC totale di un prodotto è la somma di tutte le sostanze organiche volatili che sono rilasciate in atmosfera ed, e' bene sottolinearlo, l'attenzione ai VOC e' sorta per il noto problema del "buco" dell'ozono, cioe' a salvaguardia della natura.
Se si guarda invece il problema dal punto di vista del lavoratore-posatore, e' fondamentale distinguere in base alla qualita' del VOC. Pertanto esistono VOC tossici, VOC nocivi e VOC innocui per l'uomo; ed in ciascuna categoria, per capirne la pericolosit�, sarebbe opportuno distinguere fra VOC molto volatili e VOC poco volatili, poiche' e' evidente che il problema VOC volatile investe principalmente il posatore-manipolatore.
Il metanolo (tossico e volatile) e' un VOC, un comune solvente (nocivo e poco volatile) e' un VOC e, per esempio, l'etanolo (innocuo e volatile) e' anch'esso un VOC. Ma, come tutti possono ben valutare, esiste una grande differenza fra loro.
Di conseguenza, avere un VOC basso e', in generale, meglio, ma non e' una garanzia di salubrita': se quel poco VOC e' dovuto ad una sostanza tossica e volatile, e' un male per il posatore. 
La classificazione Emicode serve a chiarire il "problema metanolo" ed e' una garanzia di non tossicita' per il posatore di pavimenti?
La risposta e' no.
Le emissioni di VOC nel lungo periodo sono trascurabili (classificazione GEV Emicode EC1®; l'adesivo non contiene solvente e, dopo dieci giorni dal suo indurimento, ha una emissione di sostanze organiche volatili VOC praticamente trascurabile). Tuttavia La classificazione Emicode del GEV, che prende in considerazione unicamente prodotti senza solventi, testa in laboratorio le emissioni di VOC, ma solo nel lungo termine (emissione di VOC dal prodotto solido, dopo 10 giorni dal suo indurimento). Il metanolo, essendo molto volatile, e' emesso nel breve termine e  pertanto non viene "visto" dal test Emicode.

Il metanolo puo' rappresentare un problema per chi andra' ad abitare la stanza?
La risposta e' Si'. E vediamo perche'.
Nel caso di un VOC volatile, ad essere investito del problema e' il posatore. Ma, nella posa del parquet, il problema si estende a causa della tipologia del lavoro: l'adesivo e' inserito fra massetto e legno ancor prima che riesca a liberarsi del suo carico di VOC. Pertanto e' evidente che il metanolo rimane "intrappolato" nella zona fra massetto e legno, a formare un "sandwich", dove l'adesivo indurisce. Data la ben nota affinita' fra legno e metanolo (e' utilizzato per estrarre la cellulosa), e' logico ipotizzare un lento rilascio dal pavimento all'ambiente domestico.
E' vero che i silanici, come spesso riportato sulle schede di sicurezza, hanno VOC zero?
E' un falso assoluto ed e' chimicamente impossibile. I prodotti silanici liberano metanolo durante la polimerizzazione (1-2 percento in peso) ed il metanolo e' un VOC (o COV), cioe' un Composto Organico Volatile.
Come faccio a proteggere le vie respiratorie dal metanolo?

E' noto che i solventi con un punto di ebollizione inferiore a 65 gradi centrigadi (metanolo) non sono trattenuti dalle comuni maschere a carboni attivi. E' necessario pertanto indossare una maschera a ventilazione forzata.

Il metanolo e' assorbito anche tramte contatto con la pelle?
Si'. Alcuni enti tedeschi hanno iniziato a studiare il problema dell'assorbimento di metanolo per contatto con la pelle, studiando il caso dei posatori di parquet.